Manu Manu Riforesta! è un’associazione senza scopo di lucro nata nel Gennaio 2020 per contrastare il fenomeno della desertificazione del Salento accelerato dall’essiccamento rapido degli olivi (CO.DI.RO.) attraverso azioni volte al ripristino della fertilità dei suoli e della biodiversità vegetale e animale.

La nostra rivoluzione

L’associazione Manu Manu Riforesta! con il patrocinio dell’orto botanico dell’Università del Salento ha iniziato un’opera di piantumazione di alberi ed essenze tipiche del clima mediterraneo. Sui tre ettari a disposizione che l’associazione gestisce tramite comodato o donazioni, sono state poste a dimora circa trecento piante. E’ solo l’inizio. L’obiettivo è quello di estendere la nostra azione a circa trecento ettari. Abbiamo disegnato un cerchio rosso, delimitando un’area che comprende una Zona Speciale di Conservazione (ZSC IT 9150035) denominata Padula Mancina un tipico ecosistema fatto di stagni temporanei alluvionali. La mission è quella di poterla preservare e valorizzare attraverso azioni di ripristino ambientale, creazione di corridoi ecologici e nicchie di biodiversità affinché con l’aiuto dell’uomo ci sia finalmente un incremento delle specie e varietà autoctone che un tempo non molto lontano costituivano in questi luoghi una parte importante del bosco della foresta del Belvedere.

Agire

La prima cosa è agire senza sradicare ma prendendosi cura degli ulivi malati. Siamo consapevoli che il tempo dell’albero non è quello dell’uomo. Stiamo piantando intorno a loro con l’intento di dare un supporto ecosistemico alle difese immunitarie che hanno centinaia di anni. Il ripristino della fertilità del suolo è un altro fattore fondamentale per riequilibrare un ambiente sfruttato dall’uomo con l’agro chimica per più di cinquant’anni.

Educare

L’uomo ha perso la capacità di integrarsi con la natura, dobbiamo imparare ed insegnare alle generazioni future come recuperare questo rapporto di naturalità che è indispensabile per un equilibrio ecologico con la terra e tutte le sue espressioni. Capire che siamo parte di un sistema e non padroni, che le nostre azioni si ripercuotono su noi stessi e ritornano nel piatto attraverso il cibo che deve essere salubre e meno sofisticato possibile.

Ripristinare

La natura va rispettata e amata, bisognerà bonificare le aree inquinate, insediare specie vegetali tipiche del paesaggio Salentino. Una biodiversità sana che contrasti una monocultura malata, attraverso creazione di frutteti, siepi di macchia mediterranea, aree boschive utili per l’ambiente e per un virtuoso ciclo economico futuro.

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